Lunigiana – La Toscana dei Cento Castelli I Casali da Vivere

Castello di Fosdinovo

Al confine tra Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, protetta dall’abbraccio dell’Appennino Tosco-Emiliano e dalle Alpi Apuane, si estende la Lunigiana. Questa regione storica, che si sviluppa lungo il bacino del fiume Magra, è un corridoio naturale di passaggio che ha saputo conservare una identità fiera, arcaica e splendidamente selvaggia. Lontana dalle rotte del turismo di massa, la Lunigiana si rivela al viaggiatore come un libro in cui ogni pagina racconta di cavalieri, antichi popoli e sapori immutati nel tempo.

La Lunigiana non è un luogo “mordi e fuggi”, è una terra che chiede di essere percorsa a piedi lungo i sentieri storici, pedalando sulla Ciclovia dei Castelli https://www.visittuscany.com/it/idee/lunigiana-in-bici/ o semplicemente perdendosi tra i vicoli silenziosi dei suoi borghi medievali. E’ l’esperienza di un mondo sospeso nel tempo, dove l’accoglienza è genuina e il passato è ancora una vibrante realtà quotidiana. Il territorio Lunigianese possiede una straordinaria varietà geografica; nel giro di pochi kilometri si passa dalle gole profonde degli Stretti di Giaredo https://www.strettidigiaredo.org/ , spettacolari canyon scavati dall’acqua cristallina, ai parchi d’alta quota del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano https://www.parcoappennino.it/

Castello del Piagnaro a Pontremoli – Museo delle enigmatiche Statue Stele https://statuestele.org/

La denominazione di “Terra dei Cento Castelli” non si riferisce ad un elenco rigido o ad un nucleo di fortezze, ma ad un fenomeno geopolitico unico che ha visto la nascita di oltre 160 fortificazioni nel corso del medioevo in tutto il bacino della Val di Magra. La ragione di questa straordinaria concentrazione va ricercata nelle legge ereditaria dei Malaspina: seguendo il diritto longobardo, la famiglia non lasciava l’intero patrimonio al primogenito, ma lo divideva in parti uguali tra tutti i maschi. Ogni erede, ottenuta la sua porzione di feudo, sentiva la necessità di edificare il proprio castello per proteggersi e per riscuotere i pedaggi della Via Francigena. Oggi circa una trentina di questi castelli sono giunti fino a noi in ottimo stato, mentre altri rimangono suggestive torri isolate, ruderi o borghi-recinto incorporati nelle case.

Sala da ballo nel Castello di Fosdinovo

Castello della Verrucola

I principale Castelli tuttora esistenti e visitabili che compongono e tengono viva questa famosa denominazione, sono distribuiti tra i vari comuni della vallata: Castello Malaspina di Fosdinovo, Castello del Piagnaro di Pontremoli, Fortezza della Brunella ad Aulla, Castello dell’Aquila a Gragnola, Castello di Lusuolo a Mulazzo, Casteloo di Malgrate a Villafranca Lunigiana, più innumerevoli fortificazioni storiche sparse nella valle come il Castello di Monti, Castello di Bastia, Castello di Terrarossa, Castello di Castiglione del Terziere, Castello di Tresana e Castello di Villa di Tresana, Castello di Podenzana, Castello di Comano, Castello di Castevoli.

Castello di Fosdinovo

Molti di questi Castelli aprono regolarmente al pubblico le proprie porte grazie ad iniziative come le giornate nazionali dei Castelli o l’evento annuale “La Terra dei 100 Castelli“, organizzato dall’Istituto Valorizzazione Castelli della Provincia di Massa-Carrara. https://www.facebook.com/terradeicentocastelli/

La Via Francigena rappresenta una delle arterie storiche più importanti della Lunigiana. Questo itinerario di pellegrinaggio millenario, che collegava Canterbury a Roma, trova proprio in questa valle il suo punto d’ingresso in Toscana, segnando il passaggio dal mondo continentale padano a quello mediterraneo.

Via Francigena, il ponte di Groppodalosio https://www.lunigiana.com/via-francigena/

Il Premio Bancarella è una manifestazione culturale di livello nazionale che premia chi fa vivere i libri, è nata a Pontremoli nel 1953. Ogni anno l’evento raduna un selezionato pubblico per l’ambita assegnazione nella suggestiva piazzetta. https://www.facebook.com/p/Premio-Bancarella-100063857730616/?locale=it_IT

La Tavola Lunigianese, la tradizione dei testaroli e dei panigacci. La Lunigiana si racconta anche attraverso i suoi sapori unici, specchio di una cucina basata sulla maestria e sull’uso sapiente di ingredienti locali. regina indiscussa è la farina di castagne dei boschi appenninici, ma il vero simbolo gastronomico è rappresentato dai “testaroli“. Si tratta di dischi di pastella cotti nei tradizionali “testi” di ghisa o terracotta, poi tagliati a losanghe, sbollentati e conditi con il pesto o con olio e pecorino. I “testi” danno vita anche ai panigacci, cialde croccanti da gustare calde, farcite con salumi locali e formaggi cremosi.

I tradizionali testi di terracotta verranno riempiti di pastella una volta divenuti molto caldi.

Il Vino della Lunigiana: freschezza, sapidità e vitigni rari. Il legame di questo territorio con la vie è antico, già lo scrittore romano Plinio il Vecchio, tesseva le lodi del vino di Luni, definendolo il migliore dell’Etruria. Il microclima della Lunigiana è particolare e qui nascono grandi vini come i Colli di Luni DOC e l’IGT Val di Magra.

Azienda Agricola La Vigna – Loc. La Vigna Licciana Nardi

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I CASALI DELLA LUNIGIANA – VIVERE LA NATURA

I Casali rappresentano l’anima architettonica della Lunigiana. Non sono semplici edifici, ma elementi nati e fusi con il paesaggio circostante, testimonianza visiva di una civiltà contadina fiera ed autosufficiente che ha saputo utilizzare con maestria le risorse offerte dalla terra. Il Casale tradizionale (spesso chiamato rustico), rispondeva a precise esigenze di vita e di lavoro. La pianta era quasi sempre sviluppata su più livelli, sfruttando i dislivelli naturali del terreno: il piano terra era il regno del lavoro. Qui si trovavano le stalle per il bestiame, i fienili e le cantine, dove la pietra manteneva la temperatura fresca e costante ideale per conservare il vino e i salumi. Spesso includeva il gradile, un locale con un piccolo focolare usato per essiccare le castagne. Il cotto usato per i pavimenti e le travi di legno a vista sui soffitti sono tratti caratteristici di quella autentica identità.

Il piano superiore era riservato alla famiglia; raggiungibile tramite scale esterne in pietra che spesso culminavano in splendidi loggiati ad arco (le ciepas), usati per essiccare il granoturco o per godersi il fresco nelle sere d’estate. Nelle corti interne o adiacenti ai casali non mancava mai il forno a legna in pietra, per la cottura del pane.

IL FASCINO DEL RECUPERO

Dopo il progressivo abbandono delle campagne, molto di questi casali hanno rischiato di andare perduti, ma negli ultimi decenni la Lunigiana è diventata meta di un profondo fenomeno di rinascita e restauro conservativo.

Oggi i Casali della Lunigiana sono diventati sinonimo di turismo sostenibile e di charme, case vacanza e residenze private che mantengono intatta la struttura originaria offrendo però comfort moderni e piscine affacciate sulle vette delle Alpi Apuane.

Il Boom del mercato immobiliare “Lunigianshire.

I dati di settore evidenziano come la Lunigiana sia diventata una delle aree d’Italia più cercate dagli acquirenti italiani e stranieri. Questo forte flusso di capitali spinge i prezzi verso l’alto. La zona offre un posizionamento unico, immersa nella quiete ma distante solo 30-40 Km dal mare della Versilia, dalle Cinque Terre e dal Golfo dei Poeti.

Ottime occasioni Off Market come quella rappresentata in foto, possono rappresentare la soluzione ideale per chi desideri personalizzare la propria residenza dando vita ad un vantaggioso investimento.

Se desideri avere informazioni per un acquisto in Lunigiana, contattami!

Silvia Mussi

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